Cold Drip… perché il caffè non deve essere sempre caldo!

Le temperature si alzano, preparatevi per il terzo trend del caffè.

Personalmente lo adoro! Lo so, non è il classico Espresso all’italiana che siamo abituati a bere: non ha di certo la corposità e l’intensità dei nostri amati Intenso e Robusto, incandescenti e realizzati a regola d’arte dalla nostra macchinetta Alex, ma quando le giornate si fanno calde può essere un’alternativa sorprendente dopo pranzo o a metà pomeriggio; incredibilmente rinfrescante e assolutamente irresistibile anche per i puristi… Provare per credere!

Siete pronti? Oggi continuiamo il nostro tour del caffè con questa tendenza che da qualche anno a questa parte spopola anche ne Bel Paese: il caffè freddo o Cold Drip, che prende il nome dalla particolarissima tecnica di realizzazione da cui nasce, ma che è anche molto poco conosciuta.

La maggior parte di noi, infatti, crede che non si tratti di altro che di un espresso lasciato raffreddare o a cui viene aggiunto del ghiaccio – che sia a cubetti o direttamente tritato con il caffè. Pensate che a Lecce, secondo la tradizione del luogo, viene anche aggiunto un goccio di latte di mandorle per dare una nota particolare in più.

Il caffè freddo e, per la precisione, il Cold Drip in realtà non è nulla di tutto questo: si tratta di una particolare tecnica di estrazione del caffè a freddo che può durare addirittura 7 o 8 ore e avviene grazie a uno strumento piuttosto scenografico: il Toddy, composto da una superiore in vetro dove viene posizionata l’acqua fredda, un contenitore centrale per il caffè macinato e una caraffa inferiore per raccogliere il prodotto finale. Incredibile ma vero, il caffè viene attraversato dall’acqua una goccia alla volta, per questo i tempi di estrazione sono così lunghi.

Il Cold Drip non solo è perfetto per la stagione estiva, ma la sua particolare procedura di realizzazione ne allunga i tempi di conservazione e ne mantiene il gusto e gli aromi anche per 2 o 3 giorni in frigorifero dopo l’estrazione.

Nell’attesa di un Cold Drip a regola d’arte, però, un buon Sao Paulo, delicato e fruttato, con un cubetto di ghiaccio al suo interno si farà amare ugualmente. Che ne dite?

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